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Thomas Bangalter: la mia vita da essere umano dopo il mito dei Daft Punk

  • Immagine del redattore: YOUparti
    YOUparti
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Thomas Bangalter: la mia vita da essere umano dopo il mito dei Daft Punk

La fine dei Daft Punk non è stata un addio convenzionale, ma l'ultimo tassello di un'enorme opera d'arte d'avanguardia. Dopo quel video criptico che ha scosso il mondo, Thomas Bangalter era sparito dai radar. Oggi l'ex robot è tornato, ma ha scelto di farlo svestendo i panni della leggenda per rivendicare la propria umanità. Una serie di piccoli e grandi gesti liberi: colonne sonore per balletti, il restauro dei cult del duo e apparizioni improvvisate a sorpresa, rigorosamente senza casco.


A 51 anni, l'artista parigino si muove oggi in uno spazio nuovo, senza maschere e senza barriere, guidato solo dal gusto di spiazzare le aspettative e di mettere in crisi l'algoritmo che c'è in noi.


🎧 Il ritorno dietro alla console: Thomas Bangalter senza maschera con Fred again.. e Rampa


Le sue recenti apparizioni hanno generato un'eco mediatica globale, segnando il suo ritorno al mixaggio dopo 16 anni di silenzio. Lo abbiamo visto tornare davanti al pubblico al Centre Pompidou di Parigi al fianco di Fred again.. durante il suo tour USB002, e solo una settimana fa ha sconvolto Art Basel portando in scena un'esperienza unica tra musica e arte contemporanea, culminata in un clamoroso set B2B con Rampa (Keinemusik).


Una scelta nata non per fare spettacolo, ma per ritrovare una connessione spontanea e fisica con le persone:

"Nascondersi coi Daft Punk era una scelta estetica, ideologica e politica. Continuo a credere che fosse giusta, ma era anche finzione. Avevo bisogno di rivendicare di nuovo e in modo semplice la mia umanità. Quando i Daft Punk sono finiti ho fatto pace con l'idea di essere l'uomo nascosto dietro la tenda del Mago di Oz".

Nel suo modo di intendere la musica oggi non esistono più i confini rigidi dei generi. Nei suoi set convivono techno, rock, house di Chicago e musica sinfonica, un eclettismo totale che si trasforma in una vera e propria forma di resistenza all'ordinaria prevedibilità dell'intelligenza artificiale.


Thomas Bangalter: la mia vita da essere umano dopo il mito dei Daft Punk

⚡ Dal balletto "Mirage" all'arte contemporanea: l'evoluzione dell'ex robot


La transizione artistica e la nuova musica di Thomas Bangalter hanno trovato una valvola di sfogo ideale nella danza contemporanea e nella collaborazione multidisciplinare, mondi che costringono l'artista a rimanere ancorato al presente. Dopo l'esperienza orchestrale di Mythologies, Bangalter ha firmato la colonna sonora di Mirage – Ballet for 16 Dancers, un'opera cupa, ipnotica e rituale al confine tra l'elettronico e l'acustico.


Oggi la sua ricerca si spinge verso l'ignoto come un eterno "principiante" che rifiuta le categorizzazioni dei negozi digitali e delle piattaforme di streaming, con l'obiettivo fisso di continuare ad abbattere i muri della percezione musicale e hackerare i flussi ordinari del mercato.

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