Nessuno dovrebbe morire così

Chi vi scrive lavora nei locali da tanti anni. Vi parlo di anni in cui nelle discoteche ne ho viste veramente di tutti i colori: risse, sparatorie, droga, minacce, incendi ecc… E sono felice di dire che questo rappresenta una microscopica parte, per fortuna, di tutto quello che si può incontrare nel mondo delle discoteche. Prima di tutto i club rappresentano, nella maggior parte dei casi, delle aziende, in un settore che negli ultimi anni ha subito una forte diminuzione di incassi e presenze. Un luogo però dove ancora troppo spesso, le norme di sicurezza vengono calpestate al grido di “speriamo che vada tutto bene” per cercare ormai non più di arricchirsi, ma di scongiurare la chiusura. Già perché i bei tempi in cui le discoteche andavano di moda e 12 mila persone affollavano i grossi club, sono finiti da un pezzo.

Quello che é successo ieri notte però va oltre tutto questo. Quello che é capitato ad Ancona la scorsa notte, quando 5 minorenni ed una mamma, sono morti calpestati da una folla che fuggiva in preda al panico, é uno dei modi peggiori al mondo per morire. In un momento che dovrebbe essere di gioia, di aggregazione, di musica che unisce. Forse per dovere di cronaca bisogna riportare che in quel locale si dovesse esibire il trapper Sfera Ebbasta, ma solo per rendere l’idea di quanta folla ci potesse essere, vista la fama dell’artista. Ma poi, in fondo, che ci fosse lui, Gianni Morandi o David Guetta, sarebbe stata la stessa identica cosa. Quindi vi prego di non accodarvi a quegli analfabeti funzionali, o webeti se preferite il termine coniato da Mentana, che hanno invaso la bacheca Facebook dell’artista scrivendo cose ignobili come “hai 6 angeli sulla coscienza”.

Quello che é successo ieri notte é il risultato di una perfetta concatenazione di cause terribili. Un algoritmo così preciso che a volte sembra che nel fato ci sia lo zampino del diavolo. Ma qui il fato non c’entra, le colpe ci sono eccome e la piramide che esse compongono non parte, come potremmo tutti credere, da qualcuno che ha spruzzato lo spray al peperoncino (un’arma a tutti gli effetti che però puoi comprare al mini market sotto casa) in un ambiente sovraffollato e soffocante, lo stesso che ha portato le persone a fare la cosiddetta fine del topo.

Io ci sono stato in una discoteca in cui qualcuno ad un certo punto ha spruzzato lo spray al peperoncino, e non mi immaginavo minimamente, fino a quel momento, gli effetti che potesse causare quella sostanza. La gola di 500 persone, me compreso, bruciava, così come bruciavano gli occhi rossi ed infiammati, c’erano ragazzi che piangevano, altri in preda ai conati di vomito.

Ieri notte ad Ancona, forse per una bravata, forse perché nessuno ha pensato alle possibili conseguenze, forse perché “speriamo che vada tutto bene”, qualcuno ha inondato il locale di spray tossico, ed ha creato il panico. E ribadisco, si tratta solo di una parte di questo puzzle in cui sarà difficile stabilire tutte le responsabilità. Si perché pare che la capienza per legge fosse 871 persone ed i biglietti venduti fossero quasi il doppio, ma nei locali la capienza é sempre sottostimata rispetto allo spazio del locale, PER QUESTIONI DI SICUREZZA, quindi vendiamoli e “speriamo che vada tutto bene”. Pare (perché l’ultima parola spetta sempre al giudice) che i biglietti fossero timbrati dalla SIAE, un organo di competenza e controllo che dovrebbe (forse?) certificare, o chi per loro, tra le altre cose, che non vengano venduti più biglietti del dovuto. Ma in fondo nel mondo dei locali ci si conosce tutti mica vorrete bloccare le vendite, con tutto lo spazio che c’é, e vabbè dai “speriamo che vada tutto bene”. Poi durante il fuggi fuggi, pare che la sicurezza non abbia lasciato defluire subito la folla, perché nei locali bisogna che le persone consumino al bar, altrimenti come le pagano le spese. Non possono mica uscire così, subito, senza consumare, quindi dai che magari questa cosa dello spray adesso passa e potete tornare alla vostra serata, e poi “speriamo che vada tutto bene”. E poi il parapetto di un ponticello che non regge, perché forse non é il massimo come stabilità ma va be “speriamo che vada tutto bene”. E potrei continuare parlando del fatto che lo show, e non un concerto come viene riportanto, fosse all’interno di una discoteca, uno spazio destinato all’intrattenimento notturno e non idoneo a persone minorenni. Oppure potremmo parlare della somministrazione degli alcolici perché non pensate che venisse servita solo acqua tonica, e poi con quella ressa vuoi che ci mettiamo a controllare le carte d’identità? “Speriamo che vada tutto bene”.

“Funziona così”, che é il modo in cui noi tutti giustifichiamo qualcosa di tremendamente sbagliato finché non succede il peggio. Com’é andata dopo, lo sapete.

E NO, NON É ANDATO TUTTO BENE QUESTA VOLTA.

E sapete di chi é la colpa realmente? La colpa é di noi adulti, che dovremmo fare tesoro dell’esperienza e controllare che queste cose non accadano mai, a qualunque costo. Controllare che quelli che potrebbero essere i nostri figli non si trovino in situazioni di pericolo e che nemmeno le scatenino. Fare in modo che nessuno, ragazzi di 16 anni o genitori indifferentemente, sia costretto a rimanere in piedi alle 2 del mattino davanti ad una morte così ingiusta.

Ancona Sfera Ebbasta nessuno dovrebbe morire così